PARTE SECONDA
LA CONTEMPLAZIONE DEL CREATORE NELLE CREATURE
CAPITOLO CXXV
LE CREATURE GLI RICAMBIANO IL SUO AMORE.
IL FUOCO NON LO BRUCIA
751 166. Tutte le creature da parte loro si sforzano
di contraccambiare l'amore del Santo e di ripagarlo con la
loro gratitudine. Sorridono quando le accarezza, danno segni
di consenso quando le interroga, obbediscono quando comanda.
Sia sufficiente qualche esempio.
752 Al tempo della sua malattia d'occhi, trovandosi
costretto a permettere che lo si curasse, viene chiamato un
chirurgo, che giunge portando con sé il ferro per cauterizzare.
Ordina che sia messo nel fuoco, sino a che sia tutto arroventato.
Il Padre, per confortare il corpo già scosso dal terrore,
così parla al fuoco: «Frate mio fuoco, di bellezza
invidiabile fra tutte le creature, l'Altissimo ti ha creato
vigoroso, bello e utile. Sii propizio a me in quest'ora, sii
cortese!, perché da gran tempo ti ho amato nel Signore.
Prego il Signore grande che ti ha creato di temperare ora
il tuo calore in modo che io possa sopportare, se mi bruci
con dolcezza».
Terminata la preghiera, traccia un segno di croce sul fuoco
e poi aspetta intrepido. Il medico prende in mano il ferro
incandescente e torrido, mentre i frati fuggono vinti dalla
compassione. Il Santo invece si offre pronto e sorridente
al ferro.
Il cautere affonda crepitando nella carne viva, e la bruciatura
si estende a poco a poco dall'orecchio al sopracciglio. Quanto
dolore gli abbia procurato il fuoco, ce lo testimoniano le
parole del Santo, che lo sapeva meglio di tutti. Infatti,
quando ritornarono i frati che erano fuggiti, il Padre disse
sorridendo: «Pusillanimi e di poco coraggio, perché
siete fuggiti? In verità vi dico, non ho provato né
l'ardore del fuoco né alcun dolore della carne».
E rivolto al medico: «Se la carne non è bene
cauterizzata, brucia di nuovo», gli disse.
Il medico, che conosceva ben diverse reazioni in casi simili,
magnificò il fatto come un miracolo di Dio: «Vi
dico, frati, che oggi ho visto cose mirabili».
A mio giudizio, il Santo era ritornato alla innocenza primitiva,
e quando lo voleva, diventavano con lui miti anche gli elementi
crudeli.